Camminando qua e là per le vie del mondo, cerchiamo un modo per scoprire chi siamo, che facciamo e perchè lo facciamo.
Una volta nati ci abbandoniamo tra le bracce di persone che si occuperanno di noi per molti anni, alcuni al meglio altri un pò meno...entrambi però saranno eternamente convinti della piena potestà che potranno esercitare su di noi.
Ad un certo punto del cammino ci accorgiamo che la nostre gambe ce la possono fare da sole e allora cominciamo a dire di no, ad urlare, a scappare, a non parlare e a credere che ce la faremo da soli...
Poi cresci ancora un pochino e gli occhi si aprono sempre di più, allora ti accorgi che le braccia che ti hanno coccolato o colpito per anni, ti hanno lasciato un segno indelebile, un modo di vivere e di vedere il mondo che non sempre sentiamo nostro, ma non tutti sono abbastanza forti per vivere lo stesso, con le proprie forze, con il proprio coraggio e con la propria voglia di vivere.
Siamo influenzati per anni da cose che non per forza ci appartengono ma che non possiamo cancellare, siamo costretti a farle nostre. Cresciamo e lasciamo che il nostro essere, lotti tutti i giorni con un passato che non è stato voluto...o meglio, non da tutti. I bambini felici esistono e allora forse non è il caso che leggano il post...io sono più legato al passato e allora lotto di più.
Una volta adulti ci rendiamo conto che saremo sempre ciò che hanno creato; ti arrabbi, ti ribelli ma non riesci a cambiare come vorresti, non riesci a mollare una zavorra che non è tua... e allora pensi che l'unica soluzione possibile sia dare la colpa a te stesso piuttosto che affrontare i giganti del passato.
Siamo bambini in mezzo al mare che lottano con una tempesta che non se ne vuole andare, che non vuole mollare...non si può costringere il vento a smettere di soffiare e non si può costringere il mare a non lasciarti affogare...siamo noi che dobbiamo scegliere di nuotare o lasciarci andare.
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