Siamo tutti poeti, chi più chi meno, lo siamo.
Un giorno lontano, svegliati da una brezza marina, ci renderemo conto di quanto non abbiamo vissuto, o non abbiamo gioito abbastanza, piangeremo per il tempo sprecato o per le persone lasciate andare troppo presto.
I nostri sogni si saranno persi nelle sabbie di qualche deserto lontano, i nostri amori svaniti come cenere, le nostre paure si faranno avanti come guerrieri antichi con la spada in una mano e lo scudo nell'altra.
Perchè buttare via la vita dietro a inutili regole o stili perfetti, chi siamo noi, chi siete voi?
A volte crediamo di poter tenere in pugno la nostra vita grazie al bene che facciamo, o al male che non provochiamo...ma è la paura che ci porta a pensarla in questo modo. Abbiamo paura di fare il passo più lungo della gamba, abbiamo paura di non accontentare tutti, o di accontentare troppo qualcuno; è la paura di non poter vincere che ci lega alla sconfitta.
Se prendessimo per buono il fatto che ogni singolo uomo, donna e bambino è in grado di rivoluzionare la propria vita se solo lo volesse fortemente, allora saremmo tutti grandi guerrieri pronti a perdere la vita solo ed esclusivamente per qualcosa di veramente importante: amore, amicizia, sogni, coraggio!
Lasciate tutto dov'è...uscite di casa e camminate, chiudete gli occhi, spegnete telefonini e televisioni; ascoltate il vento che vi parla, il sole che vi scalda, la luna che vi accompagna, la notte che vi culla, gli amici che vi prendono per mano...camminate in silenzio e godetevi la libertà, la libertà dagli oggetti che vi legano a qualcosa di innaturale; l'unica vera sfida è liberarsi da ciò che ci rende schiavi, schiavi inconsapevoli di un mondo logoro e vecchio, che ha un gran bisogno che la gente ricominci a leggere, a passeggiare, a sognare e a credere di non essere soli!
venerdì 30 marzo 2012
giovedì 29 marzo 2012
Scrivere o leggere? Questo è il problema...
Non so cosa scrivere...vorrei scrivere ma non so di cosa.
Mi trovo a guardare questa schermata bianca e non ho idea di cosa ne verrà fuori.
Se ci pensate bene un foglio bianco è un pò come la vita, è tutta da riempire, piena di scarabocchi, di errori, di belle frasi ad effetto e parole buttate alla rinfusa.
Un foglio bianco può darti la possibilità di creare ma anche lasciarti a bocca aperta di fronte alla tua incapacità di riempire le righe con parole che abbiano un senso...tutto questo mi ricorda davvero tanto la vita.
Se sapessimo tutti cosa scrivere e cosa piace leggere saremmo ottimi scrittori; il problema è che nella vita reale non sempre conta quanto sai scrivere della tua vita o di quella degli altri, ciò che conta è ciò che sai leggere.
Se ti trovi in difficoltà e non sai leggere dentro di te, ti ritrovi presto davanti ad una bottiglia di birra a chiederti come farai a fare il prossimo passo, come farai ad essere forte abbastanza da superare la prossima porta.
Se ti trovi di fronte ad un amico in difficoltà e non sai leggere nei suoi occhi, non troverai mai le parole giuste per poter essere di aiuto in qualche modo... se sai scrivere ma non sai leggere, tutto perde di significato.
E' un pò come essere daltonici: "si definisce daltonica la persona che non riesce a distinguere luci di diversa lunghezza d'onda. Se, ad esempio, si mostra a un daltonico un disegno con un triangolo rosso su uno sfondo verde questi può non distinguere la figura." (wikipedia)
Se nella vita sai stare di fronte ad una persona come se questa fosse un libro da leggere, ma invece di vedere il dolore, la felicità, la tristezza, la gioia, la malinconia di quest'individuo, tu non vedi altro che un libro chiuso, allora dovresti chiederti se hai mai imparato a leggere,se sei mai riuscito a distinguere i colori, la giusta lunghezza d'onda.
Di questi tempi scrivere sembra essere diventata la cosa più semplice di tutte, chiunque sa dire qualcosa su chiunque, tutti sanno tutto di tutti, ma pochi sanno davvero ciò che sta scritto tra le righe che compongono l'anima di un uomo!
Mi trovo a guardare questa schermata bianca e non ho idea di cosa ne verrà fuori.
Se ci pensate bene un foglio bianco è un pò come la vita, è tutta da riempire, piena di scarabocchi, di errori, di belle frasi ad effetto e parole buttate alla rinfusa.
Un foglio bianco può darti la possibilità di creare ma anche lasciarti a bocca aperta di fronte alla tua incapacità di riempire le righe con parole che abbiano un senso...tutto questo mi ricorda davvero tanto la vita.
Se sapessimo tutti cosa scrivere e cosa piace leggere saremmo ottimi scrittori; il problema è che nella vita reale non sempre conta quanto sai scrivere della tua vita o di quella degli altri, ciò che conta è ciò che sai leggere.
Se ti trovi in difficoltà e non sai leggere dentro di te, ti ritrovi presto davanti ad una bottiglia di birra a chiederti come farai a fare il prossimo passo, come farai ad essere forte abbastanza da superare la prossima porta.
Se ti trovi di fronte ad un amico in difficoltà e non sai leggere nei suoi occhi, non troverai mai le parole giuste per poter essere di aiuto in qualche modo... se sai scrivere ma non sai leggere, tutto perde di significato.
E' un pò come essere daltonici: "si definisce daltonica la persona che non riesce a distinguere luci di diversa lunghezza d'onda. Se, ad esempio, si mostra a un daltonico un disegno con un triangolo rosso su uno sfondo verde questi può non distinguere la figura." (wikipedia)
Se nella vita sai stare di fronte ad una persona come se questa fosse un libro da leggere, ma invece di vedere il dolore, la felicità, la tristezza, la gioia, la malinconia di quest'individuo, tu non vedi altro che un libro chiuso, allora dovresti chiederti se hai mai imparato a leggere,se sei mai riuscito a distinguere i colori, la giusta lunghezza d'onda.
Di questi tempi scrivere sembra essere diventata la cosa più semplice di tutte, chiunque sa dire qualcosa su chiunque, tutti sanno tutto di tutti, ma pochi sanno davvero ciò che sta scritto tra le righe che compongono l'anima di un uomo!
martedì 27 marzo 2012
La caduta
Una volta caduti, non è importante quanto ti sei fatto male, la cosa importante è rialzarsi... cazzate!
Non conta nulla rialzarsi se non ci si rende davero conto perchè si è caduti, perchè il male ha deciso di fare un giro presso la tua vita.
Non conta nulla rialzarsi e continuare a camminare come facevi prima...cadere vuol dire che qualcosa è andato storto, che qualcosa non è andato secondo i piani.
Ben venga, i piani ben riusciti non esistono, c'è sempre qualche variabile che cambia la situazione, a volte a tuo favore ma tante altre volte no.
Se ogni volta che cadiamo ci rendessimo conto che è meglio stare qualche secondo in più a terra piuttosto che rimettersi in piedi subito e cadere qualche metro più in là, forse impareremmo davvero dai nostri errori.
Vedo la gente camminare a 4 zampe per non dover cadere, vedo gente cadere e rialzarsi ad una velocità tale che Bolt al confronto è un dilettante, vedo gente vivere in orizzontale tutta la vita così non dovrà mai chiedersi cosa vuol dire cadere.
Cadere fa male, ma stare in piedi senza vivere realmente può essere anche peggio...non sopporto chi sopravvive, non sopporto chi ti chiede come va solo per il gusto di poterti dire quanto la sua vita vada bene...ma ti sei visto, ti sei ascoltato davvero, ma sei mai caduto?
Quanto puoi conoscere di te stesso se non hai mai preso una botta così forte da farti crollare al tappeto come dopo un gancio di Tyson?
Godetevi le vostre cadute, godetevi i vostri dolori, godetevi la vostra malinconia; troppo spesso è l'unica cosa che ci rimane, è l'unica cosa che ti fa sentire vivo... la felicità passerà da li, la via per il paradiso passa attraverso l'inferno...si spera solo andata!!!
Non conta nulla rialzarsi se non ci si rende davero conto perchè si è caduti, perchè il male ha deciso di fare un giro presso la tua vita.
Non conta nulla rialzarsi e continuare a camminare come facevi prima...cadere vuol dire che qualcosa è andato storto, che qualcosa non è andato secondo i piani.
Ben venga, i piani ben riusciti non esistono, c'è sempre qualche variabile che cambia la situazione, a volte a tuo favore ma tante altre volte no.
Se ogni volta che cadiamo ci rendessimo conto che è meglio stare qualche secondo in più a terra piuttosto che rimettersi in piedi subito e cadere qualche metro più in là, forse impareremmo davvero dai nostri errori.
Vedo la gente camminare a 4 zampe per non dover cadere, vedo gente cadere e rialzarsi ad una velocità tale che Bolt al confronto è un dilettante, vedo gente vivere in orizzontale tutta la vita così non dovrà mai chiedersi cosa vuol dire cadere.
Cadere fa male, ma stare in piedi senza vivere realmente può essere anche peggio...non sopporto chi sopravvive, non sopporto chi ti chiede come va solo per il gusto di poterti dire quanto la sua vita vada bene...ma ti sei visto, ti sei ascoltato davvero, ma sei mai caduto?
Quanto puoi conoscere di te stesso se non hai mai preso una botta così forte da farti crollare al tappeto come dopo un gancio di Tyson?
Godetevi le vostre cadute, godetevi i vostri dolori, godetevi la vostra malinconia; troppo spesso è l'unica cosa che ci rimane, è l'unica cosa che ti fa sentire vivo... la felicità passerà da li, la via per il paradiso passa attraverso l'inferno...si spera solo andata!!!
lunedì 26 marzo 2012
La notte
La notte è meravigliosa, non solo perchè ogni cosa ha un aspetto più misterioso, ma perchè di notte il silenzio fa più rumore...
Di notte mi capita di non dormire, se riesci a stare abbastanza a lungo senza dormire cominci a credere di vivere davvero i sogni.
Se chiudi gli occhi e inizi a sognare, una volta sveglio il sogno svanisce e a te rimane solo l'amaro in bocca di non poterlo tenere ancora tra le mani per qualche secondo.
Ho sempre pensato che il giorno fosse fatto per vivere, in modo più o meno razionale, e la notte per sognare, ad occhi aperti possibilmente.
Di notte c'è più silenzio e quindi più tempo per ascoltare meglio il rumore dei tuoi pensieri.
Di notte la luna illamina il viso delle donne donandogli un colore particolare, più vivo rispetto al sole, perchè il sole scalda per natura ma se sei in grado di scaldare nonostante tu non sia stato creato per quello, allora vuol dire che hai poteri che altri non hanno; la luna ce li ha questi poteri, ha il potere di scaldare il cuore grazie alla sua leggerezza.
Di notte se non vuoi che qualcuno ti veda ti basta passeggiare in un parco da solo, per poter passare inosservato, solo tu, il buio e il silenzio...cosa c'è di meglio per poter parlare con te stesso, per poter smettere di recitare ed essere davvero tu e soltanto tu...
Di notte il tempo si ferma, non si deve correre, o raggiungere un obiettivo; la tua corsa è la vita, il tuo obiettivo è il tuo sogno.
Di notte le stelle ti fanno compagnia, e ti bastano loro perchè ti guardano da lassù e a differenza delle persone che puoi incontrare ogni giorno, loro ti osservano da una prospettiva differente, che può permettergli di conoscerti più a fondo.
Di notte il silenzio fà più rumore, come ho già detto, il rumore del silenzio può essere assordante per chi non ama scoltare, ma anche una musica celestiale, una sinfonia di suoni che puoi percepire solo restando in silenzio.
Di notte non c'è nessuno che ti giudica, o ti critica, o aspetta una buona occasione per dire la sua; di notte sei tu e il tuo silenzio, che ti parla, ti scruta e ti consiglia.
Il silenzio della notte è come un dolce amico che sà stare zitto quando tutti intorno a te sanno cosa è giusto dire, un amico sincero che non ha bisgono di parole per farti capire quanto ti sia vicino.
La notte mi piace perchè non ha bisogno di essere raccontata, basta viverla ed essa si lascerà vivere perchè è stata creata su misura solo per te!
Di notte mi capita di non dormire, se riesci a stare abbastanza a lungo senza dormire cominci a credere di vivere davvero i sogni.
Se chiudi gli occhi e inizi a sognare, una volta sveglio il sogno svanisce e a te rimane solo l'amaro in bocca di non poterlo tenere ancora tra le mani per qualche secondo.
Ho sempre pensato che il giorno fosse fatto per vivere, in modo più o meno razionale, e la notte per sognare, ad occhi aperti possibilmente.
Di notte c'è più silenzio e quindi più tempo per ascoltare meglio il rumore dei tuoi pensieri.
Di notte la luna illamina il viso delle donne donandogli un colore particolare, più vivo rispetto al sole, perchè il sole scalda per natura ma se sei in grado di scaldare nonostante tu non sia stato creato per quello, allora vuol dire che hai poteri che altri non hanno; la luna ce li ha questi poteri, ha il potere di scaldare il cuore grazie alla sua leggerezza.
Di notte se non vuoi che qualcuno ti veda ti basta passeggiare in un parco da solo, per poter passare inosservato, solo tu, il buio e il silenzio...cosa c'è di meglio per poter parlare con te stesso, per poter smettere di recitare ed essere davvero tu e soltanto tu...
Di notte il tempo si ferma, non si deve correre, o raggiungere un obiettivo; la tua corsa è la vita, il tuo obiettivo è il tuo sogno.
Di notte le stelle ti fanno compagnia, e ti bastano loro perchè ti guardano da lassù e a differenza delle persone che puoi incontrare ogni giorno, loro ti osservano da una prospettiva differente, che può permettergli di conoscerti più a fondo.
Di notte il silenzio fà più rumore, come ho già detto, il rumore del silenzio può essere assordante per chi non ama scoltare, ma anche una musica celestiale, una sinfonia di suoni che puoi percepire solo restando in silenzio.
Di notte non c'è nessuno che ti giudica, o ti critica, o aspetta una buona occasione per dire la sua; di notte sei tu e il tuo silenzio, che ti parla, ti scruta e ti consiglia.
Il silenzio della notte è come un dolce amico che sà stare zitto quando tutti intorno a te sanno cosa è giusto dire, un amico sincero che non ha bisgono di parole per farti capire quanto ti sia vicino.
La notte mi piace perchè non ha bisogno di essere raccontata, basta viverla ed essa si lascerà vivere perchè è stata creata su misura solo per te!
domenica 25 marzo 2012
Routine
Quanto può costare essere come si è?
Quanto è difficile lasciare al proprio essere la parte del protagonista e non consegnare agli altri le chiave di ciò che siamo?
Se ci pensate bene, viviamo, il più delle volte, secondo la volontà altrui, per far contento questo o quello tendiamo ad acconsentire che ci venga strappato un sorriso anche quando vorremmo distruggere il mondo.
In famiglia, con gli amici, con la fidanzata, a lavoro, indossiamo maschere di ceramica, tanto spesse da non far attraversare né pensieri né sentimenti, solo fugaci strascichi di noi stessi.
Qualcuno crede di fregarsene di cosa pensano gli altri, qualcuno crede di vivere in piena autonomia, ma io non ci credo; credo che siamo segnati troppo spesso dal contorno!
Il contenuto, cioè ciò che proviamo realmente in una certa situazione, spesso lo si mette da parte per una più democratica e semplice banalità... ma quanto può durare? Per quanto tempo ancora si può reprimere il proprio essere senza esplodere o far esplodere che ti sta accanto?
Probabilmente è un pensiero errato il mio, probabilmente vivono tutti secondo ciò che provano realmente in quella situazione...ma quante volte non avete mandato a quel paese una persona solo perchè è normale non farlo? Quante volte non siete stati soli anche se ne avevate voglia?
Quante volte non avete mollato tutto per qualcosa di più bello e interessante solo per la comodità della solita routine?
Secondo me sono domande da farsi, prima di rimanere schiacciati del solito vecchio e noioso sogno....
Quanto è difficile lasciare al proprio essere la parte del protagonista e non consegnare agli altri le chiave di ciò che siamo?
Se ci pensate bene, viviamo, il più delle volte, secondo la volontà altrui, per far contento questo o quello tendiamo ad acconsentire che ci venga strappato un sorriso anche quando vorremmo distruggere il mondo.
In famiglia, con gli amici, con la fidanzata, a lavoro, indossiamo maschere di ceramica, tanto spesse da non far attraversare né pensieri né sentimenti, solo fugaci strascichi di noi stessi.
Qualcuno crede di fregarsene di cosa pensano gli altri, qualcuno crede di vivere in piena autonomia, ma io non ci credo; credo che siamo segnati troppo spesso dal contorno!
Il contenuto, cioè ciò che proviamo realmente in una certa situazione, spesso lo si mette da parte per una più democratica e semplice banalità... ma quanto può durare? Per quanto tempo ancora si può reprimere il proprio essere senza esplodere o far esplodere che ti sta accanto?
Probabilmente è un pensiero errato il mio, probabilmente vivono tutti secondo ciò che provano realmente in quella situazione...ma quante volte non avete mandato a quel paese una persona solo perchè è normale non farlo? Quante volte non siete stati soli anche se ne avevate voglia?
Quante volte non avete mollato tutto per qualcosa di più bello e interessante solo per la comodità della solita routine?
Secondo me sono domande da farsi, prima di rimanere schiacciati del solito vecchio e noioso sogno....
giovedì 22 marzo 2012
Dedicato a M.
Avete mai visto negli occhi una persona che non riesce a piangere?
Gli occhi gonfi di dolore, di tristezza, occhi che ti entrano dentro con tanta rabbia da far impallidire chiunque. In quegli occhi riesci a leggere tutto, entri in un mondo che non vorresti vedere, conoscere o affrontare.
M. mi guarda, mi chede qual è il problema, qual è il suo problema, la sua colpa. Io mi sento piccolo piccolo, i suoi occhi mi fanno male mi trafiggono come mille frecce; non lo reggo quello sguardo, le domande che M. mi fa sono pugnalate, ti accorgi che dai risposte che dovresti dare a te stesso ma che fanno troppo male, M. è li li per piangere ma non lo fa perchè di lacrime non ce ne sono più.
Allora cominciano a gonfiarsi i tuoi di occhi...ma se neppure tu hai lacrime da buttare allora è un bel casino.
Due volti che si fanno mille domande, l'uno che incoraggia l'altro...non vuole risposte giuste o sbagliate, vuole solo sapere perchè...e il perchè di certe cose non esiste.
Tutto ciò che si può fare è rimanere in silenzio, tendere una mano a M. e dirgli che di una cosa sei sicuro: Lui di colpe non ne ha!
Se dovesse mai capitarvi di incontrare un M. qualunque nella vostra vita, non perdete tempo a cercare le parole giuste, perchè non ce ne sono; guardatelo negli occhi, poi guardate dentro di voi e chiedetevi se siete davvero in grado di dare risposte giuste!
Le risposte giuste non esistono, esistono domande giuste che fanno male, che aprono porte infinite costellate di lacrime mai cadute e che mai cadranno.
Di una cosa sono certo, io sono vivo, ora lo so più di prima, perchè M. mi ha insegnato che il mondo se ne fotte di quanto stai male, ma di fronte a due occhi così io non me ne sono fregato.
E allora ecco che mi sento vivo, male, ma vivo, perchè se hai il coraggio di non tirarti indietro davanti ad un uomo che sta male, allora vuol dire che stai vivendo per qualcosa di più dei vestiti che indossi, la macchina nuova o l'I-phone del cazzo...
Non è colpa tua M., non è colpa vostra...
Gli occhi gonfi di dolore, di tristezza, occhi che ti entrano dentro con tanta rabbia da far impallidire chiunque. In quegli occhi riesci a leggere tutto, entri in un mondo che non vorresti vedere, conoscere o affrontare.
M. mi guarda, mi chede qual è il problema, qual è il suo problema, la sua colpa. Io mi sento piccolo piccolo, i suoi occhi mi fanno male mi trafiggono come mille frecce; non lo reggo quello sguardo, le domande che M. mi fa sono pugnalate, ti accorgi che dai risposte che dovresti dare a te stesso ma che fanno troppo male, M. è li li per piangere ma non lo fa perchè di lacrime non ce ne sono più.
Allora cominciano a gonfiarsi i tuoi di occhi...ma se neppure tu hai lacrime da buttare allora è un bel casino.
Due volti che si fanno mille domande, l'uno che incoraggia l'altro...non vuole risposte giuste o sbagliate, vuole solo sapere perchè...e il perchè di certe cose non esiste.
Tutto ciò che si può fare è rimanere in silenzio, tendere una mano a M. e dirgli che di una cosa sei sicuro: Lui di colpe non ne ha!
Se dovesse mai capitarvi di incontrare un M. qualunque nella vostra vita, non perdete tempo a cercare le parole giuste, perchè non ce ne sono; guardatelo negli occhi, poi guardate dentro di voi e chiedetevi se siete davvero in grado di dare risposte giuste!
Le risposte giuste non esistono, esistono domande giuste che fanno male, che aprono porte infinite costellate di lacrime mai cadute e che mai cadranno.
Di una cosa sono certo, io sono vivo, ora lo so più di prima, perchè M. mi ha insegnato che il mondo se ne fotte di quanto stai male, ma di fronte a due occhi così io non me ne sono fregato.
E allora ecco che mi sento vivo, male, ma vivo, perchè se hai il coraggio di non tirarti indietro davanti ad un uomo che sta male, allora vuol dire che stai vivendo per qualcosa di più dei vestiti che indossi, la macchina nuova o l'I-phone del cazzo...
Non è colpa tua M., non è colpa vostra...
lunedì 19 marzo 2012
Volare alto?
A cosa serve credere di essere bravi? A cosa serve credere di avere talento? A cosa serve sentirsi dire che sei bravo a fare questo o quello, se poi non c'è uno straccio di persona che ti dà l'occasione di dimostrare quanto vali.
Io non credo alla sfortuna, credo che ci sia un perchè a tutto, solo vorrei capire quando cavolo scenderà qualcuno ad informarmi del perchè di certe cose.
Se mi dicono che sono bravo in una cosa mi fa piacere, ma se non lasci qualcosa d'indelebile, nessuno si ricorderà di te.
In giornate come queste penso molto a perchè ci provo ancora, perchè tento in tutti i modi di dimostrare a me stesso quanto posso valere nel lavoro che faccio o con le persone che amo. Sento un bisogno incredibile di mollare, di sedermi e non alzarmi più.
Incontro persone che mi dicono quanto sono brave, quanto sono più brave di te, persone che non vedono l'ora di sbatterrti in faccia le loro capacità inutili e mediocri...e tu stai ad ascoltare perchè ti sembra sbagliato non farlo, ma forse sarebbe il caso di sbattergli in faccia la tua di verità, e cioè che se devi passare il tempo a spiegare a me quanto sei bravo e forte vuol dire che hai un bisogno immenso di conferme e allora la tua forza e la tua capacità sai dove te la puoi mettere...
Io non mollerò, continuerò a stare male per il lavoro che faccio o per le persone che amo che non contraccambiano, non perchè sono un cazzo di eroe di una qualche fiction televisiva, ma per un mal sano senso del dovere verso chi non ha neppure la possibilità di provarci.
Nonostante i calci in culo e le finte pacche sulle spalle, continuerò a tentare di essere ricordato per il mio talento, ognuno di noi è nato per qualcosa ed è giusto che lotti ogni giorno per conquistarsi un posto in questo mondo, il Suo posto.
Mi fanno ridere i mediocri e inetti personaggi che si accontentano di sopravvivere, di sicuro a differenza mia dormono bene la notte, ma io potrò dire un giorno di aver lottato per qualcosa, forse perderò ma potrò camminare sempre a testa alta al contrario di chi vive come un pollo, sempre a terra, sempre a volare basso...sempre più giù, sempre più giù!!!
Io non credo alla sfortuna, credo che ci sia un perchè a tutto, solo vorrei capire quando cavolo scenderà qualcuno ad informarmi del perchè di certe cose.
Se mi dicono che sono bravo in una cosa mi fa piacere, ma se non lasci qualcosa d'indelebile, nessuno si ricorderà di te.
In giornate come queste penso molto a perchè ci provo ancora, perchè tento in tutti i modi di dimostrare a me stesso quanto posso valere nel lavoro che faccio o con le persone che amo. Sento un bisogno incredibile di mollare, di sedermi e non alzarmi più.
Incontro persone che mi dicono quanto sono brave, quanto sono più brave di te, persone che non vedono l'ora di sbatterrti in faccia le loro capacità inutili e mediocri...e tu stai ad ascoltare perchè ti sembra sbagliato non farlo, ma forse sarebbe il caso di sbattergli in faccia la tua di verità, e cioè che se devi passare il tempo a spiegare a me quanto sei bravo e forte vuol dire che hai un bisogno immenso di conferme e allora la tua forza e la tua capacità sai dove te la puoi mettere...
Io non mollerò, continuerò a stare male per il lavoro che faccio o per le persone che amo che non contraccambiano, non perchè sono un cazzo di eroe di una qualche fiction televisiva, ma per un mal sano senso del dovere verso chi non ha neppure la possibilità di provarci.
Nonostante i calci in culo e le finte pacche sulle spalle, continuerò a tentare di essere ricordato per il mio talento, ognuno di noi è nato per qualcosa ed è giusto che lotti ogni giorno per conquistarsi un posto in questo mondo, il Suo posto.
Mi fanno ridere i mediocri e inetti personaggi che si accontentano di sopravvivere, di sicuro a differenza mia dormono bene la notte, ma io potrò dire un giorno di aver lottato per qualcosa, forse perderò ma potrò camminare sempre a testa alta al contrario di chi vive come un pollo, sempre a terra, sempre a volare basso...sempre più giù, sempre più giù!!!
sabato 17 marzo 2012
Quanto costa il paradiso?
Quanto costa il paradiso?
Se dovesse esserci un prezzo da pagare quale sarebbe? Lo paghereste?
Io credo che il paradiso và conquistato, come ogni altra cosa nella vita...tutto ciò che viene regalato non ha lo stesso sapore, non da la stessa gratificazione.
Io dico sempre che "mi metto in pari", cioè, vivo secondo una legge molto semplice; vivi sempre al massimo delle tue possibilità, non seguire sempre le regole, supera qualche limite ogni tanto, ma agisci non solo per il tuo tornaconto perchè il mondo ha bisogno di te e tu di lui.
Per potersi conquistare un posto in paradiso dicono si debba fare del bene, vivere in modo onesto, pregare, avere fede, agire nel migliore dei modi verso tutti.
Non so se con queste premesse me lo conquisterò mai... però credo che se lassù mi verrà assegnato un posto, sarà fatto perchè ho vissuto la vita al meglio delle mie capacità.
Il paradiso dovrebbe essere un luogo in cui riposare dopo una vita passata a rincorrere un perchè di tante cose brutte. Se facessimo i cinici e pensassimo al mondo per quello che è realmente non potremmo credere ad un paradiso, perchè nessuno meriterebbe di abitarlo.
Il mondo così com'è è spesso ingiusto, sporco, pieno di cattiveria e solitudine; tutto questo dovuto a persone ingiuste, sporche, cattive e sole.
Ma se guardassimo al mondo come ad un luogo pieno di possibilità, e pieno di fratelli con cui condividere un cammino troppo spesso faticoso, allora potremmo anche credere che un giorno ci sarà un posto magnifico ad attenderci, nel quale i nostri sogni non sarebbero solo mere gemme preziose e introvabili.
Il paradiso come lo concepisco io, è un luogo creato apposta per individui che ce l'hanno fatta, che hanno lottato per qualcosa, alcuni hanno raggiunto il loro scopo, altri meno; un luogo in cui incontrare persone che abbiamo incrociato solo per attimi nella vita terrena ma con cui si possa condividere ancora molto.
Il paradiso dovrebbe essere un riposo eterno, un mondo in cui non sei più costretto a pensare alle difficoltà, hai problemi, ai dolori che ti affliggono ma bensì un mondo in cui ogni individuo torna bambino e ricomincia a giocare libero e spensierato come in poche occasioni è riuscito a fare in vita.
Io credo nel paradiso perchè credo che se lotterò per la mia vita e per quella di chi mi sta intorno, imparerò a godermi finalmente un pò di pace dopo la mia dipartita.
Se dovesse esserci un prezzo da pagare quale sarebbe? Lo paghereste?
Io credo che il paradiso và conquistato, come ogni altra cosa nella vita...tutto ciò che viene regalato non ha lo stesso sapore, non da la stessa gratificazione.
Io dico sempre che "mi metto in pari", cioè, vivo secondo una legge molto semplice; vivi sempre al massimo delle tue possibilità, non seguire sempre le regole, supera qualche limite ogni tanto, ma agisci non solo per il tuo tornaconto perchè il mondo ha bisogno di te e tu di lui.
Per potersi conquistare un posto in paradiso dicono si debba fare del bene, vivere in modo onesto, pregare, avere fede, agire nel migliore dei modi verso tutti.
Non so se con queste premesse me lo conquisterò mai... però credo che se lassù mi verrà assegnato un posto, sarà fatto perchè ho vissuto la vita al meglio delle mie capacità.
Il paradiso dovrebbe essere un luogo in cui riposare dopo una vita passata a rincorrere un perchè di tante cose brutte. Se facessimo i cinici e pensassimo al mondo per quello che è realmente non potremmo credere ad un paradiso, perchè nessuno meriterebbe di abitarlo.
Il mondo così com'è è spesso ingiusto, sporco, pieno di cattiveria e solitudine; tutto questo dovuto a persone ingiuste, sporche, cattive e sole.
Ma se guardassimo al mondo come ad un luogo pieno di possibilità, e pieno di fratelli con cui condividere un cammino troppo spesso faticoso, allora potremmo anche credere che un giorno ci sarà un posto magnifico ad attenderci, nel quale i nostri sogni non sarebbero solo mere gemme preziose e introvabili.
Il paradiso come lo concepisco io, è un luogo creato apposta per individui che ce l'hanno fatta, che hanno lottato per qualcosa, alcuni hanno raggiunto il loro scopo, altri meno; un luogo in cui incontrare persone che abbiamo incrociato solo per attimi nella vita terrena ma con cui si possa condividere ancora molto.
Il paradiso dovrebbe essere un riposo eterno, un mondo in cui non sei più costretto a pensare alle difficoltà, hai problemi, ai dolori che ti affliggono ma bensì un mondo in cui ogni individuo torna bambino e ricomincia a giocare libero e spensierato come in poche occasioni è riuscito a fare in vita.
Io credo nel paradiso perchè credo che se lotterò per la mia vita e per quella di chi mi sta intorno, imparerò a godermi finalmente un pò di pace dopo la mia dipartita.
"Quanto
a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il
momento di sciogliere le vele. Ho combattuto la buona battaglia, ho
terminato la mia corsa, ho conservato la fede." San Paolo
giovedì 15 marzo 2012
Non siamo venuti al mondo...
Non siamo venuti al mondo per fare del male, eppure lo facciamo.
Non siamo venuti al mondo per vivere soli, eppure il più delle volte ci sentiamo soli.
Non siamo venuti al mondo per tradire le persone che amiamo, eppure siamo tutti, chi più chi meno, dei traditori.
Non siamo venuti al mondo per decidere per la vita altrui, eppure crediamo sempre di essere padroni delle vite dei nostri figli.
Non siamo venuti al mondo per fare la guerra, eppure siamo pronti ad uccidere in nome di un istinto di sopravvivenza capitale, e per capitale intendo monetaria.
Non siamo venuti al mondo per nascere malati, eppure nascono bambini con l'aids senza colpe o futuro.
Non siamo venuti al mondo per morire soli, eppure le case di riposo sono piene.
Non siamo venuti al mondo per vivere in miseria, eppure i poveri sono la maggior parte della popolazione e i ricchi sono sempre meno.
Non siamo venuti al mondo per credere in un mondo fatto di distanze, eppure guai a salutare una persona che non si conosce per strada.
Non siamo venuti al mondo per credere che tutto questo siano le uniche cose che contano nella vita, o le uniche che ci contraddistinguono, noi siamo venuti al mondo per credere di poter fare qualcosa contro ogni aspettativa, contro ogni tempesta o maleficio, siamo venuti al mondo per prenderci cura del mondo anche con i nostri difetti e con le nostre mancanze; siamo venuti al mondo perchè combattere è sempre meglio che mollare, lottare per un mondo che nonostante tutto ha un cuore che batte anche grazie a noi...
Non siamo venuti al mondo per vivere soli, eppure il più delle volte ci sentiamo soli.
Non siamo venuti al mondo per tradire le persone che amiamo, eppure siamo tutti, chi più chi meno, dei traditori.
Non siamo venuti al mondo per decidere per la vita altrui, eppure crediamo sempre di essere padroni delle vite dei nostri figli.
Non siamo venuti al mondo per fare la guerra, eppure siamo pronti ad uccidere in nome di un istinto di sopravvivenza capitale, e per capitale intendo monetaria.
Non siamo venuti al mondo per nascere malati, eppure nascono bambini con l'aids senza colpe o futuro.
Non siamo venuti al mondo per morire soli, eppure le case di riposo sono piene.
Non siamo venuti al mondo per vivere in miseria, eppure i poveri sono la maggior parte della popolazione e i ricchi sono sempre meno.
Non siamo venuti al mondo per credere in un mondo fatto di distanze, eppure guai a salutare una persona che non si conosce per strada.
Non siamo venuti al mondo per credere che tutto questo siano le uniche cose che contano nella vita, o le uniche che ci contraddistinguono, noi siamo venuti al mondo per credere di poter fare qualcosa contro ogni aspettativa, contro ogni tempesta o maleficio, siamo venuti al mondo per prenderci cura del mondo anche con i nostri difetti e con le nostre mancanze; siamo venuti al mondo perchè combattere è sempre meglio che mollare, lottare per un mondo che nonostante tutto ha un cuore che batte anche grazie a noi...
martedì 13 marzo 2012
Dove siete?
Non mi fa male cadere, non mi fa male bruciare, non mi fa male essere colpito, non mi fa male parare colpi ogni giorno, non mi fa male essere abbandonato... mi fa male vivere senza tutte queste emozioni.
Oggi scriverò per tutti quelli che ovunque siano si sentono nel posto sbagliato, scriverò per coloro i quali arrivano al punto di sentirsi del tutto sbagliati, fuori posto, inadeguati...scriverò per quelli che credono di non combinarne mai una giusta, che non sanno essere all'altezza del ragazzo o ragazza con cui stanno, che non sanno capire perchè il mondo non li capisce, scriverò per quelli che se c'è il sole vogliono la pioggia e se c'è la pioggia vogliono una tempesta...scriverò per quelli che si sentono soli, soli in mezzo alla gente!
Se tutte queste persone esistono allora vi chiedo di farvi sentire, non con me, non è necessario, ma con chi vi sta intorno, urlate a gran voce il vostro dissenso, il vostro disagio, non abbiate paura di urlare quando tutti tacciono, non abbiate paura di annoiarvi anche se siete con amici; se chi vi sta intorno non capisce, vi tiene a distanza di sicurezza o peggio vi allontana, allora è giusto che sia così, ma non perchè siete sbagliati, bensì perchè il mondo non è pronto a conoscere persone che non sanno parlare di banalità, che non sanno sorridere a comando, che non sono figli dei manichini appesi alle vetrine, che non amano dire si!
Fatevi sentire, urlate a gran voce! Non è tempo questo per nasconderci, il mondo ha bisogno di nuova vita, nuovi sogni, ha bisogno di ideali che i colletti bianchi hanno cancellato, il mondo ha bisogno di non parlare più di mercati, di finanza, di spesa pubblica; il mondo ha bisogno di credere di nuovo in persone che amano sognare e che li sappiano far sognare...chi come me ama sognare ma non ama dar retta a ciò che normalmente andrebbe fatto, dovrebbe uscire allo scoperto, urlare in faccia a chi gli sta intorno cosa prova e poi aiutarlo a sognare!
Oggi scriverò per tutti quelli che ovunque siano si sentono nel posto sbagliato, scriverò per coloro i quali arrivano al punto di sentirsi del tutto sbagliati, fuori posto, inadeguati...scriverò per quelli che credono di non combinarne mai una giusta, che non sanno essere all'altezza del ragazzo o ragazza con cui stanno, che non sanno capire perchè il mondo non li capisce, scriverò per quelli che se c'è il sole vogliono la pioggia e se c'è la pioggia vogliono una tempesta...scriverò per quelli che si sentono soli, soli in mezzo alla gente!
Se tutte queste persone esistono allora vi chiedo di farvi sentire, non con me, non è necessario, ma con chi vi sta intorno, urlate a gran voce il vostro dissenso, il vostro disagio, non abbiate paura di urlare quando tutti tacciono, non abbiate paura di annoiarvi anche se siete con amici; se chi vi sta intorno non capisce, vi tiene a distanza di sicurezza o peggio vi allontana, allora è giusto che sia così, ma non perchè siete sbagliati, bensì perchè il mondo non è pronto a conoscere persone che non sanno parlare di banalità, che non sanno sorridere a comando, che non sono figli dei manichini appesi alle vetrine, che non amano dire si!
Fatevi sentire, urlate a gran voce! Non è tempo questo per nasconderci, il mondo ha bisogno di nuova vita, nuovi sogni, ha bisogno di ideali che i colletti bianchi hanno cancellato, il mondo ha bisogno di non parlare più di mercati, di finanza, di spesa pubblica; il mondo ha bisogno di credere di nuovo in persone che amano sognare e che li sappiano far sognare...chi come me ama sognare ma non ama dar retta a ciò che normalmente andrebbe fatto, dovrebbe uscire allo scoperto, urlare in faccia a chi gli sta intorno cosa prova e poi aiutarlo a sognare!
lunedì 12 marzo 2012
Limiti...
No ci sono limiti quando si vuole volare!
Se fossi un albatros non avrei limiti, volerei fino a non reggere più il peso del vento... se fossi un aereo non atterrerei mai, nessuno scalo, solo nuvole e cielo; se fossi un aquilone farei in modo che nessun bambino possa decidere quanto io debba volare; se fossi una nuvola non smetterei mai di farmi trasportare dal vento!
Ma io non sono nulla di tutto questo, e allora come posso volare, come posso superare i miei limiti?
Posso farlo se mi convinco di essere libero, la differenza tra me e un albatros è che lui è libero ed io no...ma come posso esserlo?
I limiti sono imposizioni mentali che il nostro essere e le nostre origini ci impongono, decidiamo di fare o non fare qualcosa perchè le norme che regolano il nostro mondo reale (e non ideale) ci dicono che sia giusto così... ma pensate se a personaggi del calibro di Einstein o Mozart o Chaplin, gli avessero detto: scusa ma le regole sono altre quindi lascia stare, i limiti sono quelli e non possono essere superati!
Che tristezza... i limiti che ci diamo, che ci imponiamo creano barriere verso tutto e tutti, limitati dai nostri stessi limiti, schiavi delle nostre stesse barriere, sordi e ciechi in mondo che suona e dipinge!
Io odio i limiti, odio chi dice che senza non si potrebbe vivere, odio il dover ascoltare persone che fanno sempre la cosa giusta, sempre ordinati carini e senza un capello fuori posto; odio l'ordine imposto, odio il tempo perfetto e le frasi senza errori; odio chi non commette errori perchè non saprà mai cosa vuol dire imparare; odio i limiti perchè come potrai mai conoscerti fino in fondo se non hai mai affrontato i tuoi limiti?
Se fossi un albatros non avrei limiti, volerei fino a non reggere più il peso del vento... se fossi un aereo non atterrerei mai, nessuno scalo, solo nuvole e cielo; se fossi un aquilone farei in modo che nessun bambino possa decidere quanto io debba volare; se fossi una nuvola non smetterei mai di farmi trasportare dal vento!
Ma io non sono nulla di tutto questo, e allora come posso volare, come posso superare i miei limiti?
Posso farlo se mi convinco di essere libero, la differenza tra me e un albatros è che lui è libero ed io no...ma come posso esserlo?
I limiti sono imposizioni mentali che il nostro essere e le nostre origini ci impongono, decidiamo di fare o non fare qualcosa perchè le norme che regolano il nostro mondo reale (e non ideale) ci dicono che sia giusto così... ma pensate se a personaggi del calibro di Einstein o Mozart o Chaplin, gli avessero detto: scusa ma le regole sono altre quindi lascia stare, i limiti sono quelli e non possono essere superati!
Che tristezza... i limiti che ci diamo, che ci imponiamo creano barriere verso tutto e tutti, limitati dai nostri stessi limiti, schiavi delle nostre stesse barriere, sordi e ciechi in mondo che suona e dipinge!
Io odio i limiti, odio chi dice che senza non si potrebbe vivere, odio il dover ascoltare persone che fanno sempre la cosa giusta, sempre ordinati carini e senza un capello fuori posto; odio l'ordine imposto, odio il tempo perfetto e le frasi senza errori; odio chi non commette errori perchè non saprà mai cosa vuol dire imparare; odio i limiti perchè come potrai mai conoscerti fino in fondo se non hai mai affrontato i tuoi limiti?
domenica 11 marzo 2012
Sfide
Non siamo finiti finchè non appare la scritta the end...o almeno credo. Però chi decide quando far apparire questa scritta?
Ci sono giorni in cui crediamo di non farcela, di non poter arrivare alla fine della giornata, giorni in cui il tunnel pare troppo lungo e buio. Cosa ci fa arrivare fino in fondo? Dove si trova la forza? Dove si compra il coraggio di non mollare?
Noi siamo l'effetto che la vita ha su di noi...o meglio, è quello che vogliono farci credere. Se ci capitano cose brutte stiamo male, se ci capitano cose belle stiamo un pò meno male, se ci capitano cose straordinarie non crediamo possano essere davvero reali e durature.
Ma perchè tutto questo? Io non so rispondere, semplicemente credo che se la vita ti sfida hai il dovere di sfidarla anche tu (come canta Nesli in una sua canzone).
Mi chiedo tutti i giorni che ci sto affare qui, quale sia il mio scopo o il mio obiettivo, alcuni direbbero che se me lo chiedo tutti i giorni allora sono una persona insicura, bisogna credere di poter avere tutto nella vita se si ha determinazione...puttanate! La vita ti sfida ogni giorno ed ogni giorno le regole cambiano a seconda che "L'Architetto" (nel film Matrix viene chiamato così il creatore del mondo che conosciamo) scelga in modo arbitrario le regole che determineranno la sfida.
Non serve sicurezza quando tutto va storto, non serve sicurezza quando ti chiedi perchè un tuo parente sta male o quando senza un motivo apparente chi vive intorno a te scompare come cenere al vento...serve coraggio di riconoscere di non essere immortali e intoccabili...serve coraggio di riconoscere di non potercela fare sempre e comunque, ci vuole coraggio a mandare a fare in culo le false sfide che amici, colleghi e persone varie ti rifilano solo per poter raccontare di averti buttato giù, che non sei poi così tanto sicuro, che non sei poi così tanto convinto delle tue capacità!!!
Ci sono giorni in cui crediamo di non farcela, di non poter arrivare alla fine della giornata, giorni in cui il tunnel pare troppo lungo e buio. Cosa ci fa arrivare fino in fondo? Dove si trova la forza? Dove si compra il coraggio di non mollare?
Noi siamo l'effetto che la vita ha su di noi...o meglio, è quello che vogliono farci credere. Se ci capitano cose brutte stiamo male, se ci capitano cose belle stiamo un pò meno male, se ci capitano cose straordinarie non crediamo possano essere davvero reali e durature.
Ma perchè tutto questo? Io non so rispondere, semplicemente credo che se la vita ti sfida hai il dovere di sfidarla anche tu (come canta Nesli in una sua canzone).
Mi chiedo tutti i giorni che ci sto affare qui, quale sia il mio scopo o il mio obiettivo, alcuni direbbero che se me lo chiedo tutti i giorni allora sono una persona insicura, bisogna credere di poter avere tutto nella vita se si ha determinazione...puttanate! La vita ti sfida ogni giorno ed ogni giorno le regole cambiano a seconda che "L'Architetto" (nel film Matrix viene chiamato così il creatore del mondo che conosciamo) scelga in modo arbitrario le regole che determineranno la sfida.
Non serve sicurezza quando tutto va storto, non serve sicurezza quando ti chiedi perchè un tuo parente sta male o quando senza un motivo apparente chi vive intorno a te scompare come cenere al vento...serve coraggio di riconoscere di non essere immortali e intoccabili...serve coraggio di riconoscere di non potercela fare sempre e comunque, ci vuole coraggio a mandare a fare in culo le false sfide che amici, colleghi e persone varie ti rifilano solo per poter raccontare di averti buttato giù, che non sei poi così tanto sicuro, che non sei poi così tanto convinto delle tue capacità!!!
giovedì 8 marzo 2012
Eresia
E se ci fossimo sbagliati tutti...e se fosse davvero esatta la teoria che racconta che il destino sia l'unico che possa realmente decidere per noi. Alcuni dicono che in paradiso Dio tenga un libro con su scritto nei minimi dettagli tutta la nostra vita, ciò che è già accaduto e ciò che dovrà ancora accadere.
Io non ci credo...credo semmai che Dio abbia una gran voglia di vedere quali mosse siamo in grado fare, quali passi abbiamo il coraggio di compiere e a volte (scusate l'eresia) quanta voglia abbiamo di sfidarlo.
Non credo che esista solo il caso, altrimenti dovremmo obbligatoriamente basarci solo sulla legge del caos, credo piuttosto che essendo legati tutti da una grande rete sotterranea, e cioè che è parte delle nostre anime, nulla accade per caso, ma che tutto accade secondo nostre scelte...non sempre sono chiare e volute o scelte a tavolino, a volte siamo distratti e lasciamo che il vento scelga per noi.
La vita si basa su scelte che non possono essere decise a priori, Dio non può essere così arrogante da decidere per ogni uomo altrimenti non potrei spiegarmi il perchè se faccio scelte sbagliate è colpa mia e se le faccio giuste è merito Suo.
Io sono vivo perchè scelgo e Dio mi osserva con un occhio attento e curioso...lascia a me la facoltà di decidere...o almeno credo!
Io non ci credo...credo semmai che Dio abbia una gran voglia di vedere quali mosse siamo in grado fare, quali passi abbiamo il coraggio di compiere e a volte (scusate l'eresia) quanta voglia abbiamo di sfidarlo.
Non credo che esista solo il caso, altrimenti dovremmo obbligatoriamente basarci solo sulla legge del caos, credo piuttosto che essendo legati tutti da una grande rete sotterranea, e cioè che è parte delle nostre anime, nulla accade per caso, ma che tutto accade secondo nostre scelte...non sempre sono chiare e volute o scelte a tavolino, a volte siamo distratti e lasciamo che il vento scelga per noi.
La vita si basa su scelte che non possono essere decise a priori, Dio non può essere così arrogante da decidere per ogni uomo altrimenti non potrei spiegarmi il perchè se faccio scelte sbagliate è colpa mia e se le faccio giuste è merito Suo.
Io sono vivo perchè scelgo e Dio mi osserva con un occhio attento e curioso...lascia a me la facoltà di decidere...o almeno credo!
L'umanità si trova oggi ad un bivio. Una via
conduce alla disperazione, l'altra all'estinzione totale.
Speriamo di avere la saggezza di scegliere bene.
Woody Allen
mercoledì 7 marzo 2012
Tempesta
Camminando qua e là per le vie del mondo, cerchiamo un modo per scoprire chi siamo, che facciamo e perchè lo facciamo.
Una volta nati ci abbandoniamo tra le bracce di persone che si occuperanno di noi per molti anni, alcuni al meglio altri un pò meno...entrambi però saranno eternamente convinti della piena potestà che potranno esercitare su di noi.
Ad un certo punto del cammino ci accorgiamo che la nostre gambe ce la possono fare da sole e allora cominciamo a dire di no, ad urlare, a scappare, a non parlare e a credere che ce la faremo da soli...
Poi cresci ancora un pochino e gli occhi si aprono sempre di più, allora ti accorgi che le braccia che ti hanno coccolato o colpito per anni, ti hanno lasciato un segno indelebile, un modo di vivere e di vedere il mondo che non sempre sentiamo nostro, ma non tutti sono abbastanza forti per vivere lo stesso, con le proprie forze, con il proprio coraggio e con la propria voglia di vivere.
Siamo influenzati per anni da cose che non per forza ci appartengono ma che non possiamo cancellare, siamo costretti a farle nostre. Cresciamo e lasciamo che il nostro essere, lotti tutti i giorni con un passato che non è stato voluto...o meglio, non da tutti. I bambini felici esistono e allora forse non è il caso che leggano il post...io sono più legato al passato e allora lotto di più.
Una volta adulti ci rendiamo conto che saremo sempre ciò che hanno creato; ti arrabbi, ti ribelli ma non riesci a cambiare come vorresti, non riesci a mollare una zavorra che non è tua... e allora pensi che l'unica soluzione possibile sia dare la colpa a te stesso piuttosto che affrontare i giganti del passato.
Siamo bambini in mezzo al mare che lottano con una tempesta che non se ne vuole andare, che non vuole mollare...non si può costringere il vento a smettere di soffiare e non si può costringere il mare a non lasciarti affogare...siamo noi che dobbiamo scegliere di nuotare o lasciarci andare.
Una volta nati ci abbandoniamo tra le bracce di persone che si occuperanno di noi per molti anni, alcuni al meglio altri un pò meno...entrambi però saranno eternamente convinti della piena potestà che potranno esercitare su di noi.
Ad un certo punto del cammino ci accorgiamo che la nostre gambe ce la possono fare da sole e allora cominciamo a dire di no, ad urlare, a scappare, a non parlare e a credere che ce la faremo da soli...
Poi cresci ancora un pochino e gli occhi si aprono sempre di più, allora ti accorgi che le braccia che ti hanno coccolato o colpito per anni, ti hanno lasciato un segno indelebile, un modo di vivere e di vedere il mondo che non sempre sentiamo nostro, ma non tutti sono abbastanza forti per vivere lo stesso, con le proprie forze, con il proprio coraggio e con la propria voglia di vivere.
Siamo influenzati per anni da cose che non per forza ci appartengono ma che non possiamo cancellare, siamo costretti a farle nostre. Cresciamo e lasciamo che il nostro essere, lotti tutti i giorni con un passato che non è stato voluto...o meglio, non da tutti. I bambini felici esistono e allora forse non è il caso che leggano il post...io sono più legato al passato e allora lotto di più.
Una volta adulti ci rendiamo conto che saremo sempre ciò che hanno creato; ti arrabbi, ti ribelli ma non riesci a cambiare come vorresti, non riesci a mollare una zavorra che non è tua... e allora pensi che l'unica soluzione possibile sia dare la colpa a te stesso piuttosto che affrontare i giganti del passato.
Siamo bambini in mezzo al mare che lottano con una tempesta che non se ne vuole andare, che non vuole mollare...non si può costringere il vento a smettere di soffiare e non si può costringere il mare a non lasciarti affogare...siamo noi che dobbiamo scegliere di nuotare o lasciarci andare.
domenica 4 marzo 2012
Esisti?
Buonanotte a tutti, o buogiorno, dipende da che parte del mondo state leggendo.
Questa notte vorrei dedicarla all'essere umano, essere vivente pensante, che vive, respira, mangia, sogna...ma che il più delle volte non dà il giusto peso a tutto questo.
Ho sempre creduto che non ci fosse nulla di più certo nella vita che sapere di non essere immortali e che prima o poi tutto finirà. Questo è un fatto! Non possiamo fuggire, non possiamo nasconderci, in nessun caso possiamo far finta che questo non accadrà.
Detto ciò, vorrei poter chiedere ad ogni individuo che leggerà questo post, di domandarsi se lui o lei esiste; se facciamo tante cose, se lavoriamo e facciamo bene il nostro dovere, se siamo buoni genitori o no, se siamo buoni amici o amanti, tutto questo dice se esistiamo? Io credo di no...io esisto in quanto credo che senza di me il mondo avrebbe un pezzo in meno, una goccia in meno tolta all'oceano, ma sempre una goccia in meno (così diceva Madre teresa di Calcutta).
Esistere vuol dire sapere che senza di te il mondo perderebbe qualcosa, peserebbe un pò meno, sarebbe un pò meno importante. Se pensiamo bene alle nostre vite crediamo che il mondo sia quel poco che ci ruota intorno: gli amici su facebook, i colleghi, i compagni di squadra, ecc...vediamo il miserabile che vive nelle periferie popolari delle grandi metropoli come un nulla da non considerare, perchè lontano dal nostro modo di concepire la vita; ma se cominciassimo a pensare che senza di Lui il mondo sarebbe privato di un tassello del puzzle di cui tutti facciamo parte, allora il mondo e le nostre vite potrebbero essere viste in modo diverso, con occhi nuovi.
So che è difficle considerarsi così importanti, io ad esempio non lo penso di me, e forse è proprio questo il punto, diamo importanza a tane cose futili e tralasciamo il vero motivo per cui esistiamo, e cioè, stare al mondo con altri 7 miliardi di persone che come noi si trovano chiusi in una stanza ad aspettare che qualcuno bussi alla loro porta e gli chieda di fare due chiachiere, di fare l'amore, di giocare a carte o di guardare un film... ma purtroppo, nessuno bussa a nessuna porta, tutti chiusi e rintanati nelle nostre vite, che presto ci sembrano troppo brevi per poterle condividere con tante persone, diventiamo orsi che vivono soli e che non hanno più voglia di bussare, di conoscere e di sognare.
Vi auguro di avere il coraggio di avvicinarvi a qualche porta, di bussare ed entrare...esite tutto un mondo al di là delle porte che costruiamo per tenere fuori ciò che non conosciamo.
Esitere vuol dire vivere, vivere vuol dire conoscere, conoscere vuol dire viaggiare, viaggiare vuol dire non avere limiti...
Questa notte vorrei dedicarla all'essere umano, essere vivente pensante, che vive, respira, mangia, sogna...ma che il più delle volte non dà il giusto peso a tutto questo.
Ho sempre creduto che non ci fosse nulla di più certo nella vita che sapere di non essere immortali e che prima o poi tutto finirà. Questo è un fatto! Non possiamo fuggire, non possiamo nasconderci, in nessun caso possiamo far finta che questo non accadrà.
Detto ciò, vorrei poter chiedere ad ogni individuo che leggerà questo post, di domandarsi se lui o lei esiste; se facciamo tante cose, se lavoriamo e facciamo bene il nostro dovere, se siamo buoni genitori o no, se siamo buoni amici o amanti, tutto questo dice se esistiamo? Io credo di no...io esisto in quanto credo che senza di me il mondo avrebbe un pezzo in meno, una goccia in meno tolta all'oceano, ma sempre una goccia in meno (così diceva Madre teresa di Calcutta).
Esistere vuol dire sapere che senza di te il mondo perderebbe qualcosa, peserebbe un pò meno, sarebbe un pò meno importante. Se pensiamo bene alle nostre vite crediamo che il mondo sia quel poco che ci ruota intorno: gli amici su facebook, i colleghi, i compagni di squadra, ecc...vediamo il miserabile che vive nelle periferie popolari delle grandi metropoli come un nulla da non considerare, perchè lontano dal nostro modo di concepire la vita; ma se cominciassimo a pensare che senza di Lui il mondo sarebbe privato di un tassello del puzzle di cui tutti facciamo parte, allora il mondo e le nostre vite potrebbero essere viste in modo diverso, con occhi nuovi.
So che è difficle considerarsi così importanti, io ad esempio non lo penso di me, e forse è proprio questo il punto, diamo importanza a tane cose futili e tralasciamo il vero motivo per cui esistiamo, e cioè, stare al mondo con altri 7 miliardi di persone che come noi si trovano chiusi in una stanza ad aspettare che qualcuno bussi alla loro porta e gli chieda di fare due chiachiere, di fare l'amore, di giocare a carte o di guardare un film... ma purtroppo, nessuno bussa a nessuna porta, tutti chiusi e rintanati nelle nostre vite, che presto ci sembrano troppo brevi per poterle condividere con tante persone, diventiamo orsi che vivono soli e che non hanno più voglia di bussare, di conoscere e di sognare.
Vi auguro di avere il coraggio di avvicinarvi a qualche porta, di bussare ed entrare...esite tutto un mondo al di là delle porte che costruiamo per tenere fuori ciò che non conosciamo.
Esitere vuol dire vivere, vivere vuol dire conoscere, conoscere vuol dire viaggiare, viaggiare vuol dire non avere limiti...
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