mercoledì 30 ottobre 2013

Non detto!

Lo scrittore impugna la penna come una lama affilata pronta a sferrare il colpo di grazia.
Le parole scorrono come nuvole in una tempesta, il calore dell'inchiostro su carta pare il sangue bollente di due amanti che si amano durante una notte d'intense emozioni.
Le pagine bianche man mano si dipingono di nero come il quadro del pittore che mette su tela il proprio essere.
Scorre l'inchiostro, scorre il tempo, scorre come un fiume il racconto di un uomo o una donna qualunque che diventa protagonista di una storia mai scritta e mai esistita ma che attraverso la mano ferma e fredda dello scrittore, prende anima e corpo e diventa reale per chiunque abbia voglia di credere in questa storia.
I protagonisti camminano, gioiscono, piangono, muoiono.
Lo scrittore si ferma, prima di concludere il colpo, prima di sferrare l'ultima frecciata; lentamente respira, immagina il finale, scorrono nella sua menti frammenti di ricordi lontani, appartenuti a lui o ai suoi cari.
Immagina un finale sorprendente, immagina se stesso protagonista del suo stesso scritto; immagina un nuovo sè, una nuova occasione per il finale mai scritto, della sua esistenza.
Le pagine da bianche si colorano nuovamente di energia e inchiostro.
Il finale è pronto, il capolavoro è concluso, i protagonisti potranno vivere negli occhi e nella mente di molti la loro splendida storia.
Uno solo non è pienamente soddisfatto, lo scrittore.
Si rende conto che scrivere non lo entusiasma più, ha scritto così tante storie di altri, di poeti e principesse, di vecchi e regine, di poveri e bambini.
Ma non ricorda di aver scritto la sua di storia, posa la penna e lentamente si avvicina alla finestra, vede scorrere il tempo, persone che si amano e altre che si odiano; tutto ciò che un giorno era fonte d' ispirazione per lui ora è piatto e privo di significato. 
La sua storia non è stata scritta nè da lui nè da altri.
Triste e sconsolato si avvicina alla scrivania preso da un tremolio malinconico...chiude gli occhi e immagina pagine bianche su cui scrivere la propria storia.
Termina il racconto di sè nella sua mente...soddisfatto torna alla finestra ma presto di rende conto che qualcosa di terribile è accaduto; ciò che un tempo era fonte d'ispirazione per i suoi racconti, ora non è altro che un dipinto piatto e privo di senso...scrivere la sua storia lo ha privato dell'unica arma che una scrittore conosce, l'arma dell'immaginazione attraverso gli occhi attenti di chi non si ferma a se a ai propri ricordi, ma a quello che non si vede, a ciò che sta dietro un racconto, un quadro, un sogno.
Ciò che non si vede è tutto ciò che conta, quello che è nascosto, ciò che non è scontato o decifrabile; lo scrittore come ognuno di noi dovrebbe essere sempre attento a ciò che non è definito o detto, il non detto è l'unica poesia alla quale dovremmo ispirarci, il non detto è il segreto che va svelato, il non detto è il tesoro racchiuso nei cuori di ognuno di noi.

domenica 27 ottobre 2013

Saluti

Uccelli che volano,
donne cha camminano e si sistemano dolcemente i capelli,
uomini vecchi e stanchi che raccontano le loro storie,
bambini giocano senza giocattoli ai bordi delle strade,
nuvole bianche che veloci corrono contro il vento,
vento freddo e forte non si ferma davanti a nulla,
il sole picchia contro pietre ardenti,
scalda il cuore e acceca la vista,
la pioggia cade come una cascata senza fine,
il tempo scorre e tutto passa,
leggero il tempo si ferma su di un orologio rotto,
rotto dal tempo che inesorabile e senza freni ricorda quanto potere lui abbia,
la notte saluta tutti,
l'oscurità acceca tanto quanto il sole,
il buio ci saluta,
un grido lontano ci ricorda chi siamo,
un saluto e nulla più.
Ciao caro amico, ora tu sei chissà dove e io qui a chiedermi quanto tempo disti tra me e te.

venerdì 11 ottobre 2013

Il mondo che è!

E il bambino cadde, cadde in un sonno profondo in riva al fiume mentre la mamma faceva il bagno con i suoi fratelli e mentre il papà preparava la lenza per la pesca.

Mai cosa più bella videro i suoi occhi; un mondo fatto di nuvole e soli, tanti quanti le stelle che circondavano il tutto.
Vide in lontananza un vecchio che saltellava come una ballerina tra una nuvola e l'altra, come se fosse certo che dopo ogni suo salto si materializzasse come d'incanto una nuvola ad accoglierlo sotto i suoi piedi.
Il vecchio gli si parò davanti con aria minacciosa, il bimbo non ebbe neppure il tempo di spaventarsi che Lui sfoggiò un sorriso così luminoso da far impallidire tutti i soli che con il loro calore colpivano il cuore del bambino.
Il vecchio chiese: - chi sei tu?- Sfoggiando sempre il suo meraviglioso sorriso.
Il bambino rispose: - io sono Pietro e credo di trovarmi in un meraviglioso sogno! -
Il vecchio divenne serio serio, e come d'incanto, tutto divenne scuro, il cielo si spense, il sole cessò di scaldare, le nuvole smisero di muoversi...e Lui disse: - mio caro Pietro, se credi di sognare vuol dire che stai dormendo, e se stai dormendo non puoi parlare con un vecchio come me e con nessuna altra persona. Quindi, caro mio, ti svelerò un segreto, il segreto del mondo che è e non del mondo che c'è; i tuoi sogni non vivono mentre dormi ma vivono in te mentre vivi e vegliano sulla tua vita, non sei tu che sogni ma loro che vivono il sogno insieme a te. -
Pietro sgranò gli occhi e disse: - Non capisco! ma quindi vuoi dire che tutto ciò che sogno è reale? -
E il vecchio rispose: - I tuoi sogni sono reali tanto quanto tu credi lo possano essere! ora va, torna dai tuoi cari. -

Pietro si svegliò di soprassalto, si guardò intorno, non vide nuvole, o soli, o stelle meravigliose...ma sentì battere forte il suo cuore, perchè gli era stato svelato il segreto del mondo che è!


martedì 8 ottobre 2013

La notte

La notte non è fatta per dormire, ma per assaporare l'essenza di ciò che siamo.
Chi comprende che c'è qualcosa di più grande dietro ognuno di noi, sa che non si può basare la vita di una donna o di un uomo sul semplice sopravvivere.
Sopravvivere non basta, non basta a sopportare il peso di ciò che siamo e ci causiamo.
Si, che ci causiamo, con le nostre scelte, le nostre prese di posizioni, il dire o non dire qualche semplice parola; inganni per la nostra mente, sogni che rimangono tali fino a prova contraria.
Sopravvivere non basta se si è convinti di valere quel tanto che basta da vivere appieno la propria esistenza.
Se la notte potesse parlare, racconterebbe al giorno di tutte le luci accese, di tutti i viaggiatori in cammino per chissà dove; racconterebbe dei lavoratori notturni, dei barboni al freddo che sopravvivono, degli uomini che passeggiano per le vie delle loro città in cerca di una soluzione che li possa portare più in là di una mediocre sopravvivenza.
La notte colpisce per la sua infinita oscurità, ma non è del buio che bisogna aver paura, ma della luce che stordisce subito dopo la notte, perchè è quella luce che ti mette di fronte all'inevitabile conseguenza dei pensieri appena raccolti.
La notte affila la lama che il giorno userà contro di te...ma se sarai abbastanza forte da resistere, dal cogliere l'occasione che ti verrà donata, allora potrai dire di non esserti fermato alla sopravvivenza che durante la notte hai tentato di abbracciare, ma che avrai portato a termine la partita senza bluff e senza una mano facile, ma con il cuore in gola da una parte e il brivido della vittoria dall'altra.
Sopravvivere non è mai una conseguenza, ma una libera scelta.