Le parole scorrono come nuvole in una tempesta, il calore dell'inchiostro su carta pare il sangue bollente di due amanti che si amano durante una notte d'intense emozioni.
Le pagine bianche man mano si dipingono di nero come il quadro del pittore che mette su tela il proprio essere.
Scorre l'inchiostro, scorre il tempo, scorre come un fiume il racconto di un uomo o una donna qualunque che diventa protagonista di una storia mai scritta e mai esistita ma che attraverso la mano ferma e fredda dello scrittore, prende anima e corpo e diventa reale per chiunque abbia voglia di credere in questa storia.
I protagonisti camminano, gioiscono, piangono, muoiono.
Lo scrittore si ferma, prima di concludere il colpo, prima di sferrare l'ultima frecciata; lentamente respira, immagina il finale, scorrono nella sua menti frammenti di ricordi lontani, appartenuti a lui o ai suoi cari.
Immagina un finale sorprendente, immagina se stesso protagonista del suo stesso scritto; immagina un nuovo sè, una nuova occasione per il finale mai scritto, della sua esistenza.
Le pagine da bianche si colorano nuovamente di energia e inchiostro.
Il finale è pronto, il capolavoro è concluso, i protagonisti potranno vivere negli occhi e nella mente di molti la loro splendida storia.
Uno solo non è pienamente soddisfatto, lo scrittore.
Si rende conto che scrivere non lo entusiasma più, ha scritto così tante storie di altri, di poeti e principesse, di vecchi e regine, di poveri e bambini.
Ma non ricorda di aver scritto la sua di storia, posa la penna e lentamente si avvicina alla finestra, vede scorrere il tempo, persone che si amano e altre che si odiano; tutto ciò che un giorno era fonte d' ispirazione per lui ora è piatto e privo di significato.
La sua storia non è stata scritta nè da lui nè da altri.
Triste e sconsolato si avvicina alla scrivania preso da un tremolio malinconico...chiude gli occhi e immagina pagine bianche su cui scrivere la propria storia.
Termina il racconto di sè nella sua mente...soddisfatto torna alla finestra ma presto di rende conto che qualcosa di terribile è accaduto; ciò che un tempo era fonte d'ispirazione per i suoi racconti, ora non è altro che un dipinto piatto e privo di senso...scrivere la sua storia lo ha privato dell'unica arma che una scrittore conosce, l'arma dell'immaginazione attraverso gli occhi attenti di chi non si ferma a se a ai propri ricordi, ma a quello che non si vede, a ciò che sta dietro un racconto, un quadro, un sogno.
Ciò che non si vede è tutto ciò che conta, quello che è nascosto, ciò che non è scontato o decifrabile; lo scrittore come ognuno di noi dovrebbe essere sempre attento a ciò che non è definito o detto, il non detto è l'unica poesia alla quale dovremmo ispirarci, il non detto è il segreto che va svelato, il non detto è il tesoro racchiuso nei cuori di ognuno di noi.