martedì 8 ottobre 2013

La notte

La notte non è fatta per dormire, ma per assaporare l'essenza di ciò che siamo.
Chi comprende che c'è qualcosa di più grande dietro ognuno di noi, sa che non si può basare la vita di una donna o di un uomo sul semplice sopravvivere.
Sopravvivere non basta, non basta a sopportare il peso di ciò che siamo e ci causiamo.
Si, che ci causiamo, con le nostre scelte, le nostre prese di posizioni, il dire o non dire qualche semplice parola; inganni per la nostra mente, sogni che rimangono tali fino a prova contraria.
Sopravvivere non basta se si è convinti di valere quel tanto che basta da vivere appieno la propria esistenza.
Se la notte potesse parlare, racconterebbe al giorno di tutte le luci accese, di tutti i viaggiatori in cammino per chissà dove; racconterebbe dei lavoratori notturni, dei barboni al freddo che sopravvivono, degli uomini che passeggiano per le vie delle loro città in cerca di una soluzione che li possa portare più in là di una mediocre sopravvivenza.
La notte colpisce per la sua infinita oscurità, ma non è del buio che bisogna aver paura, ma della luce che stordisce subito dopo la notte, perchè è quella luce che ti mette di fronte all'inevitabile conseguenza dei pensieri appena raccolti.
La notte affila la lama che il giorno userà contro di te...ma se sarai abbastanza forte da resistere, dal cogliere l'occasione che ti verrà donata, allora potrai dire di non esserti fermato alla sopravvivenza che durante la notte hai tentato di abbracciare, ma che avrai portato a termine la partita senza bluff e senza una mano facile, ma con il cuore in gola da una parte e il brivido della vittoria dall'altra.
Sopravvivere non è mai una conseguenza, ma una libera scelta.



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