Senti nel petto qualcosa che manca, il senso delle cose, il senso di ciò che fai, che vedi e vivi.
Guardare indietro e chiedersi perché...osservare con un binocolo avanti a te e non sapere cosa potrà aspettarti dietro l'angolo.
Sognare non costa nulla...l'anima vola ma il tuo corpo è qui immobile come una statua nel cimitero dei sensi morti. Sai di non poter resistere ancora molto; sai che il tempo non è infinito, che nulla è per sempre...che sei tu, qui e ora.
Non serve correre affannosamente ma neppure stare fermi.
Serve aprire gli occhi, cominciare a respirare aria nuova, aria che sa di pura e semplice libertà.
Amare, soffrire, ridere, pregare, dormire, sognare...che cosa sono tutte queste sfaccettature di te?
Semplici masturbazioni della tua mente; perdi il controllo, guadagni tempo, ma non trovi una soluzione possibile al gioco enigmatico nel quale ti sei infilato.
Sorprendentemente scopri di te più di quanto riesci a percepire di ciò che ti sta intorno, sai più cose ora di quante ne potevi immaginare allora...non puoi mentire, o giocare, o driblare le risposte alle domande che attanagliano i tuoi pensieri.
Tu sei qui e ora...la tua anima sa che il tempo dei giochi è finito e che ora non hai più tempo per aspettare...crolli una, dieci, cento volte; ad ogni ripresa credi sia l'ultima volta e che il ko ormai sia vicino, ma sei ancora in piedi, quindi tanto vale provarci!
giovedì 28 novembre 2013
giovedì 7 novembre 2013
Sliding doors!
Aprire una porta, scegliere differentemente rispetto a ciò che è stato scelto fino ad ora.
Faresti la stessa scelta ora che sai tutto ciò che sai?
Guardarsi indietro chiedendoti quale scelta poteva essere elusa, cambiata, non fatta o quale strada poteva essere percorsa.
Camminiamo su carboni ardenti, quindi scegliamo velocemente, a volte senza riflettere, rischiando il tanto che basta per farci dire anni dopo: perché l'ho fatto!
Ora sai quello che hai, ma puoi sapere quello che potresti avere o aver avuto?
Non si può tornare indietro ma se si potesse cosa cambieresti?
Cambieremmo tutto? Lasceremmo tutto così?
Mi trovo fermo di fronte a due porte...una semichiusa, è la porta che conduce alla vita così come la conosco e che potrei continuare, la vita che tutti si aspettano, la vita che sto scrivendo piano piano, lentamente e con i mille dubbi che mi porto sulle spalle.
L' altra porta è completamente chiusa...porta alla vita che potrebbe essere, scelte diverse, persone diverse, strade buie in attesa di essere illuminate, momenti mai nati in attesa di aprire gli occhi; istanti non ancora accaduti ma che sanno già di meraviglia.
Non c'è paragone tra le due vite, non sono parallele, sono solamente due facce della stessa medaglia.
A volte immagino di tirare in aria una moneta, su una faccia una via, sull'altra una via completamente diversa.
Come si può tornare indietro? Chi vorrebbe farlo?
Tornare per ricominciare? Oppure ricominciare per poter tornare a volare?
Tiro la moneta...attendo la caduta, ma cade in piedi!
venerdì 1 novembre 2013
Sinfonie
A volte non essere ascoltati non vuol dire non essere voluti ma solamente non essere capiti.
Carpire l'infinito di qualcuno è come scorgere una stella durante le prime luci dell'alba...un vero spettacolo.
Ma per poter cogliere così tanta bellezza bisogna resistere tutta la notte e attendere con pazienza di scorgere l'assoluto.
Siamo veri di fronte a chi?
Siamo pieni di sfaccettature, maschere infinite come infinita è la profondità in cui cerchiamo di dimenarci per venir fuori dai nostri pensieri.
L'assurdità di tutto questo, è voler comprendere ciò che più è intimo di un individuo senza conoscere il linguaggio del cuore.
Non per forza un romantico, nè un poeta, tanto meno un profondo conoscitore del genere umano, può scorgere attraverso gli occhi di chi narra e di chi ascolta, la luce che sta all'angolo dell'occhio; quella che ai più può sembrare una piccola lacrima, voluta dalla stanchezza o da chissà quale strano motivo...ma non è così; il luccichio è l'anima che canta, parla, racconta e silenziosamente scivola attraverso gli occhi verso il mondo che attento avvicina l'orecchio in cerca di una leggera poesia.
Come un megafono l'anima urla varie sinfonie, non canta, non sibila, urla a pieni polmoni l'intero universo nascosto nelle viscere del proprio essere.
Carpire l'infinito di qualcuno è come scorgere una stella durante le prime luci dell'alba...un vero spettacolo.
Ma per poter cogliere così tanta bellezza bisogna resistere tutta la notte e attendere con pazienza di scorgere l'assoluto.
Siamo veri di fronte a chi?
Siamo pieni di sfaccettature, maschere infinite come infinita è la profondità in cui cerchiamo di dimenarci per venir fuori dai nostri pensieri.
L'assurdità di tutto questo, è voler comprendere ciò che più è intimo di un individuo senza conoscere il linguaggio del cuore.
Non per forza un romantico, nè un poeta, tanto meno un profondo conoscitore del genere umano, può scorgere attraverso gli occhi di chi narra e di chi ascolta, la luce che sta all'angolo dell'occhio; quella che ai più può sembrare una piccola lacrima, voluta dalla stanchezza o da chissà quale strano motivo...ma non è così; il luccichio è l'anima che canta, parla, racconta e silenziosamente scivola attraverso gli occhi verso il mondo che attento avvicina l'orecchio in cerca di una leggera poesia.
Come un megafono l'anima urla varie sinfonie, non canta, non sibila, urla a pieni polmoni l'intero universo nascosto nelle viscere del proprio essere.
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